Il cielo della Cappella degli Scrovegni

Dopo aver attraversato in pieno sole il giardino dell’Arena, entrai nella cappella di Giotto, dove l’intera volta e gli sfondi degli affreschi sono così turchini da far credere che la radiosa giornata abbia, anch’essa, oltrepassato la soglia insieme al visitatore e sia venuta per un attimo a porre all’ombra e al fresco il suo cielo puro, solo un poco più profondo, perché libero dalle dorature della luce, come in quelle brevi pause che interrompono le più belle giornate, quando, pur senza che sia comparsa nessuna nube, come se il sole un attimo avesse volto altrove il suo sguardo, l’azzurro, ancora più dolce, si oscura.

Après avoir traversé en plein soleil le jardin de l’Arena, j’entrai dans la chapelle des Giotto où la voûte entière et les fonds des fresques sont si bleus qu’il semble que la radieuse journée ait passé le seuil, elle aussi, avec le visiteur et soit venue un instant mettre à l’ombre et au frais son ciel pur, à peine un peu plus foncé d’être débarrassé des dorures de la lumière, comme en ces courts répits dont s’interrompent les plus beaux jours, quand, sans qu’on ait vu aucun nuage, le soleil ayant tourné son regard ailleurs
pour un moment, l’azur, plus doux encore, s’assombrit. 

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 6 La fuggitiva, p. 246 (ed. Einaudi 1951, traduzione di Franco Fortini)

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Ricordi

Il ricordo di Albertine era divenuto in me tanto frammentario da non darmi più tristezza ed era ormai una transizione a nuovi desideri, come un accordo che prepari mutamenti di armonia.

Le souvenir d’Albertine était devenu chez moi si fragmentaire qu’il ne me causait plus de tristesse et n’était plus qu’une transition à de nouveaux désirs, comme un accord qui prépare des changements d’harmonie.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 6 La fuggitiva, p. 194 (ed. Einaudi 1951, traduzione di Franco Fortini)

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Amore

L’amore è lo spazio e il tempo resi sensibili al cuore.

L’amour, c’est l’espace et le temps rendus sensibles au coeur.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 5 La Prigioniera, p. 397 (ed. Einaudi 1950, traduzione di Paolo Serini)

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Menzogne

La menzogna è così poco esigente, ha bisogno di così poco per tradirsi!

Mais le mensonge est si peu exigeant, a besoin de si peu de chose pour se manifester!

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 5 La Prigioniera, p. 179 (ed. Einaudi 1950, traduzione di Paolo Serini)

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La vita della strada

L’udito, questo senso delizioso, ci dà la compagnia della strada, di cui ci ritraccia tutte le linee, ci disegna tutte le forme che vi passano, mostrandocene il colore. Le saracinesche di ferro del fornaio, del lattaio, che la sera prima s’erano abbassate su tutte le possibilità di felicità femminile, si alzavano ora come le leggere carrucole di una nave in procinto di salpare e di filare, attraverso il mare trasparente, sopra un sogno di giovane commesse.

L’ouïe, ce sens délicieux, nous apporte la compagnie de la rue dont elle nous retrace toutes les lignes, dessine toutes les formes qui y passent, nousen montrant la couleur. Les rideaux de fer du boulanger, du crémier, lesquels s’étaient hier abaissés le soir sur toutes les possibilités de bonheur féminin, se levaient mainnant comme les légères poulies d’un navire qui appareille et va filer, traversant la mer transparente, sur un rêve de jeunes employées.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 5 La Prigioniera, p. 115 (ed. Einaudi 1950, traduzione di Paolo Serini)

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La donna (è mobile)

E in sé cos’erano Albertine e Andrée? Per saperlo bisognerebbe rendervi immobili, non vivere più in quella perpetua attesa di voi in cui passate sempre diverse, bisognerebbe non amarvi più, non conoscere più il vostro interminabile e sempre sconcertante arrivo, o fanciulle, o raggio successivo nel turbinio dove palpitiamo nel vedervi riapparire, appena riconoscibili nella velocità vertiginosa della luce. Quella velocità, la ignoreremmo forse, e tutto ci sembrerebbe immobile, se un’attrazione sessuale on ci facesse correre verso di voi, gocce d’oro sempre dissimili e che sorpassano sempre la nostra aspettativa! Ogni volta, una fanciulla somiglia tanto poco a quel che era la volta precedente (mandando in frantumi, appena la scorgiamo, il ricordo che ne avevamo conservato e il desiderio che ci eravamo proposti) che la natura stabile che le attribuiamo è puramente fittizia, e per comodità di linguaggio.

Et, en elles-mêmes, qu’étaient ‘ Albertine et Andrée ? Pour le savoir, il faudrait vous immobiliser, ne plus vivre dans cette attente perpétuelle de vous où vous passez toujours autres, il faudrait ne plus vous aimer, pour vous fixer, ne plus connaître votre interminable et toujours déconcertante arrivée, ô jeunes filles, ô rayon successif dans le tourbillon où nous palpitons de vous voir reparaître en ne vous reconnaissant qu’à peine, dans la vitesse vertigineuse de la lumière. Cette vitesse, nous l’ignorerions peut-être et tout nous semblerait immobile si un attrait sexuel ne nous faisait courir vers vous, gouttes d’or toujours dissemblables et qui dépassent toujours notre attente ! A chaque fois, une jeune fille ressemble si peu à ce qu’elle était la fois précédente (mettant en pièces dès que nous l’apercevons le souvenir que nous avions gardé et le désir que nous nous proposions), que la stabilité de nature que nous lui prêtons n’est que fictive et pour la commodité du langage.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 5 La Prigioniera, p. 61 (ed. Einaudi 1950, traduzione di Paolo Serini)

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Occhi

Anche fisicamente [Albertine] non era più la stessa. I suoi lunghi occhi azzurri, ancora più allungati, avevano cambiato forma. Avevano sì, lo stesso colore, ma sembravano passati allo stato liquido: talché, quando li chiudeva, era come quando dei tendaggi ci tolgono la vista del mare.

Physiquement, elle avait changé aussi. Ses longs yeux bleus — plus allongés — n’avaient pas gardé la même forme ; ils avaient bien la même couleur, mais semblaient être passés.à l’état liquide. Si bien que, quand elle les fermait, c’était comme quand avec des rideaux on empêche de voir la mer.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Vol. 5 La Prigioniera, p. 13 (ed. Einaudi 1950, traduzione di Paolo Serini)

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